La prima segnalazione è un decreto del Tribunale di Milano, sez. IX civ., emesso in data 22 aprile 2015 (Pres. G. Servetti, est. G. Buffone). Il Tribunale di Milano è chiamato a confrontarsi con i principi sanciti dalla Corte Costituzionale, con propria pronuncia n. 170 del 2014.
La questione è: cosa accade al matrimonio regolarmente contratto tra due soggetti eterosessuali nel momento in cui uno dei due chieda ed ottenga la rettificazione dell'attribuzione di sesso?
La questione è: cosa accade al matrimonio regolarmente contratto tra due soggetti eterosessuali nel momento in cui uno dei due chieda ed ottenga la rettificazione dell'attribuzione di sesso?
Il divorzio è da ritenersi sempre automatico? Se i coniugi tuttavia hanno manifestato la volontà a rimanere coppia, come può il diritto tutelare questa (legittima) richiesta?
L'interrogativo evidenzia ancora una volta come il legislatore non sia spesso in grado (o forse non abbia la volontà di) regolamentare certe situazioni che però necessitano di risposte/interventi concreti.
La questione si inserisce nel più ampio dibattito sul matrimonio omosessuale e sugli accordi di convivenza alternativi al matrimonio.
Il link al provvedimento, postato da www.ilcaso.it:
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